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Pratiche per il risveglio dei chakra |

Pratiche per il risveglio dei chakra

 

 

 

 

 

Sono incontri mensili domenicali di una durata di 2 ore e 30 circa in cui si approfondiscono i chakra sia da un punto di vista teorico (ad ogni partecipante verrà fornita una dispensa con le spiegazioni), sia pratico con mudra, bandha, pranayama, pratiche meditative.

Dietro l’apparenza materiale del nostro corpo fisico, che alcuni identificano erroneamente con l’unica realtà, c’è un complesso energetico sena il quale non sarebbe possibile neppure la vita formato da 3 differenti strutture: i corpi sottili, le Nadi e i Chakra.

Chakra è una parola sanscrita che significa vortice o ruota; sono centri energetici dislocati in pranamayakosha e situati in sushumna nadi, uno dei canali principali, che origina nel perineo terminando alla sommità del capo e che scorre attraverso il centro del midollo spinale. I chakra sono connessi ad una rete di canali psichici chiamate nadi e controllano la circolazione del prana che permea l’intera struttura umana. Possono essere considerati come delle “palle solide” di energia che compenetrano il corpo fisico come un campo magnetico e ogni ck è un interruttore che accende determinate aree del cervello. La concentrazione sui ck mentre si eseguono le pratiche yogiche stimola il flusso dell’energia attraverso di essi aiutando ad attivarli. Questo a sua volta risveglia aree dormienti del cervello e le corrispondenti facoltà nel corpo fisico e mentale permettendo all’individuo di sperimentare piani superiori di coscienza che normalmente sono inaccessibili.

Nei testi piu’ antichi ne sono menzionati ottantottomila, cio’ significa che non esiste una sola particella infinitesimale del nostro corpo che non funzioni come organo di ricezione, trasformazione e trasmissione dell’energia sottile. I veggenti ce li descrivono come degli imbuti piuttosto stretti, provvisti ciascuno da un numero variabile di petali, determinato dalla quantità di nadi che vi afferiscono.

Molto spesso sono rappresentati da fiori di loto, infatti come simbolo il loto è molto significativo. L’uomo deve passare attraverso tre stadi ben definiti della vita spirituale, che rappresentano la sua esistenza in tre differenti livelli: ignoranza, aspirazione e tentativo, illuminazione. Anche il loto esiste in 3 differenti livelli: fango, acqua e aria. Germoglia nel fango (ignoranza), cresce attraverso l’acqua nello sforzo di raggiungere la superficie (tensione e aspirazione), ed infine raggiunge l’aria e la luce diretta del sole (illuminazione). Percio’ il loto simboleggia la crescita dell’uomo dagli stati piu’ bassi di consapevolezza agli stati di coscienza piu’ elevati. Il culmine della crescita del loto è un fiore bellissimo; allo stesso modo il culmine della ricerca spirituale dell’uomo è il risveglio e l’espressione del potenziale umano.

Cosi’ ognuno dei chakra principali puo’ essere visualizzato come un fiore di loto con uno specifico colore e numero di petali come segue.

 

Muladhara: loto di 4 petali rosso scuro

Swadhisthana: loto di 6 petali vermiglio

Manipura: loto di 10 petali giallo vivo

Anahata: loto di 12 petali blu

Vishuddhi: loto di 16 petali violetto

Agya: loto di 2 petali grigio argento

Sahasrara: lotto di mille petali multicolore o rosso.

 

Nella maggior parte degli individui i chakra si estendono per circa dieci centimetri dal punto di origine e ciascuno possiede l’intera gamma delle vibrazioni cromatiche sebbene il colore specifico tende a prevalere. Ogni chakra ha quindi un colore e un suono a cui è piu’ sensibile rispetto agli altri. Si tratta di una questione di risonanza: guardare un colore, udire un suono, produce nell’osservatore una vibrazione corrispondente. Ogni chakra, dunque, vibra ad una frequenza diversa e si “apre” o si “chiude” a seconda del modo di pensare, di cosa si prova e a seconda di come si sceglie di vedere il mondo.

L’obiettivo è fare in modo che tutti i chakra lavorino armoniosamente, ma quando un avvenimento provoca una tensione a livello mentale questo si ripercuote sul buon funzionamento di queste valvole energetiche e a livello fisico sugli organi, sui plessi e sulle ghiandole endocrine ad esse associate. Quest’ultime secernono ormoni che modificano la chimica del corpo, quindi un cambiamento nella coscienza crea una trasformazione chimica secondo le necessità del momento. Per esempio se state camminando in una foresta e incontrate un orso, la percezione di una grave minaccia alla sopravvivenza stimolerà la secrezione di adrenalina, preparando il vostro corpo alla lotta o alla fuga. Da un punto di vista energetico le percezioni che riguardano la sopravvivenza sono associate al primo chakra che è a sua volta ricollegato alle ghiandole che producono adrenalina.

Quindi la tensione generata dalla minaccia alla sopravvivenza viene percepita nel primo chakra che la trasmette alle ghiandole corrispondenti le quali a loro volta rispondono alla sollecitazione secernendo, appunto, adrenalina.

Il risveglio dei chakra è un evento importantissimo nell’evoluzione umana. Non dovrebbe essere scambiato per misticismo o per occultismo, perchè con il risveglio dei chakra la nostra coscienza e la nostra mente subiscono dei cambiamenti. Questi cambiamenti hanno una rilevanza ed una relazione significativa con la nostra vita di tutti i giorni. Con il nostro attuale stato mentale non siamo in grado di gestire tutti gli aspetti della vita. Il nostro amore e odio, i nostri rapporti con le persone, sono la conseguenza della qualità dela nostra mente attuale e sembra che le nostre sofferenze, le nostre angoscie e frustrazioni non siano tanto dovute dalle circostanze della vita, ma piuttosto alle risposte della nostra mente. Quindi lo scopo del risveglio dei chakra dovrebbe essere in relazione con la nostra vita di tutti i giorni, infatti le qualità piu’ elevate di un uomo quali l’amore, la compassione, la carità, la pietà ecc sono espressioni di una mente influenzata dai chakra risvegliati. Infatti la mente cambia automaticamente e cambiano anche i valori della vita, le qualità del vostro amore e delle vostre relazioni migliora immensamente, mettendovi in grado di compensare le delusioni e le frustrazioni della vita. Quindi sarete in grado di vivere in un modo un po’ piu’ elevato di quanto non facciate adesso, migliorando il vostro atteggiamento sia verso voi stessi sia verso la vita.

 

 

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KUNDALINI

Kundalini è il nome della forza potenziale latente assopita nell’organismo umano, ed è situata alla base della colonna vetebrale. Nel corpo maschile è nel perineo tra gli organi genitali ed escretori. Nel corpo femminile è situata nel collo dell’utero, nella cervice. questo centro è conosciuto come muladhara chakra ed è effettivamente una struttura fisica. E’ una piccola ghiandola che puo’ essere anche asportata e spremuta. Ad ogni modo la kundalini è un’energia latente e anche se la ghiandola venisse spremuta, non esploderebbe come una bomba. Per risvegliare la kundalini è necessario prepararsi attraverso delle tecniche yogiche (asana, pranayama, mudra, bandha, kriya,meditazione). Quando si sarà in grado di dirigere il prana dentro la sede della kundalini, l’energia si risveglierà e salirà attraverso sushumna nadi, il canale nervoso centrale, su fino al cervello. Man mano che la kundalini risale attraversa i vari chakra risvegliando le aree silenti del cervello a cui essi sono collegati.

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Alessandra Latini
Yoga e Ayurveda in Ancona
Corsi di Yoga in Ancona presso
CENTRO OLISTICO SEI
(zona stazione)

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Swami Satyananda Saraswati

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